PRIM 2007 -2010: Analisi dello stato di rischio in Lombardia

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SINTESI FINALITA’

Le regioni sono tenute a svolgere un ruolo programmatorio nelle materie dei cosiddetti rischi maggiori ai sensi della legislazione vigente, nazionale e regionale.
Su queste materie nelle precedenti legislature la Regione Lombardia ha sviluppato un proprio profilo di competenza approvando nel 1998 il “Primo programma regionale di previsione e prevenzione di protezione civile – PRPP” con l’obiettivo di ridurre i rischi per la popolazione e le attività economiche. A seguito di un intenso processo di confronto interdirezionale, tale “Primo programma” ha permesso l’identificazione dei rischi principali a una scala cartografica di inquadramento generale. In rapporto alla loro diversa potenziale gravità ed estensione, il “Primo programma” si era occupato prioritariamente di cinque rischi:

•       rischio idrogeologico (alluvioni, inondazioni, frane);
•       rischio sismico;
•       rischio industriale;
•       rischio nucleare;
•       rischio incendi boschivi.

Rispetto al “Primo programma di previsione e prevenzione di protezione civile” la Regione Lombardia ha inteso porsi la finalità di un suo aggiornamento insieme a quella di considerare i nuovi termini della più ampia gestione della domanda di sicurezza.

Le attività previste nel progetto sono pertanto state finalizzate:

1. ad aggiornare il “Primo programma di previsione e prevenzione”;
2. a porre le basi per la fondazione di un “sistema integrato di sicurezza” su scala regionale;
3. a definire politiche di mitigazione e rassicurazione che considerino i grandi rischi territoriali e altri rischi a forte rilevanza sociale;
4. a coinvolgere in un accordo quadro gli enti e le organizzazioni deputate al contrasto dei rischi territoriali e di rilevanza sociale.

A seguito di ciò è prevista la redazione del “Programma integrato di mitigazione dei rischi maggiori – PRIM 2007-2010”.

L’impostazione proposta prevede di operare contemporaneamente sul Rischio naturale, sul Rischio tecnologico e sul Rischio sociale affrontandone con strumenti appropriati i problemi legati alla diversa natura e frequenza. In questo modo il nuovo Programma Regionale di Previsione e Prevenzione, dopo il primo intervento avviato nel 1998, prevede di superare lo stretto obbligo di legge per arrivare a un “coordinamento delle politiche di sicurezza”. Nel PRIM 2007-2010 sono pertanto stati considerati i seguenti fenomeni di rischio:

  • Rischi Maggiori (frequenti o probabili, naturali o tecnologici-antropici).

Tra essi in particolare:

a. Rischio Idrogeologico;
b. Rischio Sismico;
c. Rischio Industriale;
d. Rischio Meteorologico;
e. Rischio Incendi Boschivi;

  •  Incidenti o Eventi socialmente rilevanti:

a. Incidenti stradali;
b. Incidenti sul lavoro;
c. Sicurezza Urbana.

In via sperimentale i rischi indicati sono stati considerati sia in sé che con le connessioni reciproche per arrivare a individuare potenziali livelli di pericolosità per specifiche aree territoriali. In questo senso se il PRPP lombardo del 1998 si era fermato allo stato della pericolosità per solo i primi cinque rischi indicati il nuovo PRIM 2007-2010 si propone di introdurre queste importanti innovazioni: ampliare l’ambito di azione, arrivare a considerare lo stato del rischio come categoria analitica integrata e individuando le aree più esposte; dare un quadro delle azioni di mitigazione in atto o programmate da tutti gli Enti che fanno prevenzione; definire indicatori di efficacia delle azioni, in funzione della riduzione del rischio desiderata, per monitorare l’impatto delle politiche.

PIANO D'AZIONE

Le attività svolte dalla Fondazione Lombardia per l’Ambiente, che ha operato in stretto accordo con l’IRER,  soggetto incaricato di coordinare tutte le attività scientifiche di supporto al PRIM 2007-2010, hanno riguardato i seguenti temi:

  1. Report sullo stato del rischio industriale in Lombardia al 31.12.2006 (ex D. Lgs. N. 334/1999 e altra normativa applicabile alle attività produttive in genere), comprensivo di data-base essenziale delle aziende a rischio di incidente rilevante e di altre ove fossero classificate, inclusa georeferenziazione su basi SIT-RL;
  2. Report sullo stato del “rischio meteorologico” in Lombardia al 31.12.2006, derivante cioè da eventi meteorologici estremi in rapporto alla situazione climatica della Lombardia;
  3. Definizione di “Area di Rischio Integrato”, intesa come parte del territorio in cui siano più rilevanti le interazioni tra rischi naturali e tecnologici;
  4. Realizzazione di “Multi-Hazard Maps” per il rischio integrato (naturale + tecnologico) del territorio regionale della Lombardia, a scala adeguata e su supporto informatico;
  5. Definizione di metodologie di interventi di mitigazione del rischio integrato sulle aree sopra definite;
  6. Individuazione delle Aree di Rischio Integrato prioritarie in Lombardia;
  7. Definizione di “Piano per il Rischio Integrato d’Area” su cui applicare le metodologia sopra richiamate, in cui sono peraltro ricompresi i “piani d’area” di cui alla L.R. 19/2001 e gli interventi ex art. 13 D.Lgs. 334/1999.

CRONOLOGIA

Il progetto è stato svolto nel periodo maggio 2006-marzo 2007.

CONTATTI

Ing. Giuseppe Pastorelli giuseppe.pastorelli@flanet.org

Dottor Andrea Zaccone andrea_zaccone@regione.lombardia.it

LINK UTILI

Geoportale della Lombardia_Cartografia PRIM