Fauna di interesse comunitario del Parco Nazionale della Val Grande

Il Parco Nazionale della Val Grande, nei pressi del Lago Maggiore, è uno dei 4 Parchi nazionali presenti nelle Alpi italiane ed è l'area selvaggia più vasta d'Italia.
Nella bassa Val Grande predominano i boschi misti di latifoglie con prevalenza di castagno. Il faggio costituisce invece la specie arborea più diffusa dell'alta Val Grande, sia sui versanti umidi e meno assolati che su quelli meridionali, in conseguenza della elevata piovosità di questa zona. Alle faggete si aggiungono, seppur limitati per estensione, i boschi di conifere, le cui specie principali sono l'abete rosso e l'abete bianco. Salendo di quota, rapida è la sostituzione del bosco con arbusti e praterie alpine.
Tra i mammiferi sono ben rappresentati gli ungulati, con la presenza di camosci, caprioli e cervi. Molto ricca è inoltre l'avifauna, con specie montane e alpine che si incontrano nei diversi ambienti; degni di nota sono il fagiano di monte, legato agli arbusteti d’alta quota, il picchio nero, che abita le foreste più mature dell’area protetta, il merlo acquaiolo, che frequenta le acque cristalline dei torrenti che percorrono il Parco, e, tra i rapaci, l’aquila reale, dal volo maestoso.

Proprio grazie alla ricca presenza di avifauna di interesse conservazionistico, l’area della Val Grande è stata designata quale ZPS – Zona di Protezione Speciale in base alla Direttiva comunitaria “Uccelli” 79/409/CEE.
Per tale motivo, tra gli obiettivi dell’Ente Parco figurava la realizzazione di uno specifico Piano di gestione della ZPS, focalizzato in particolare sulla conservazione delle specie ornitiche di interesse comunitario presenti nell’area protetta, uno strumento del quale devono per l’appunto dotarsi tutti i siti che hanno ricevuto tale riconoscimento dalla Commissione Europea.

Nell’ambito del programma di stesura di tale Piano, l’Ente Parco Nazionale della Val Grande ha dato incarico alla Fondazione Lombardia per l’Ambiente per la realizzazione di attività di ricerca ornitologica ed elaborazione dei dati pregressi relativi a specie di interesse comunitario al fine di giungere alla stesura di carte tematiche e di linee guida per la conservazione di tali specie. Nell’ambito del progetto, la FLA ha inoltre un ruolo di supervisione scientifica dei contenuti del Piano relativamente alle specie faunistiche di interesse comunitario.

CONTATTO: Dott. Riccardo Falco riccardo.falco@flanet.org