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05/12/2016

Global change effects on alpine ecosystems: upscaling from fine-grained information about species

Il 10-12 novembre scorsi si è tenuto a Villars-sur-Ollon (Vaud, CH), in un clima già decisamente invernale, un workshop dal titolo "Global change effects on alpine ecosystems: upscaling from fine-grained information about species’ fundamental ecological requirements to meaningful distribution range predictions", che ha visto la partecipazione di scienziati, ricercatori e dottorandi provenienti da diversi paesi europei, asiatici e americani (qui il programma)

Al workshop, tra i relatori invitati dagli organizzatori a presentare i risultati delle proprie ricerche sul tema, era presente anche la FLA: Mattia Brambilla ha tenuto un intervento dal titolo "Modelling the fine-scale distribution of habitats required for different uses: testing upscaling for avian species with different spatial requirements". Nella presentazione, molto apprezzata dai partecipanti al workshop, ha parlato in particolare di due casi-studio, recentemente sviluppati nell'ambito delle ricerche condotte da FLA in collaborazione con altre realtà che operano nell'area alpina, sul tema dell'ecologia e della conservazione delle specie selvatiche. 

Il primo riguardava il picchio nero, il più grande dei picchi euroasiatici, la cui distribuzione a scala ampia è condizionata dalla disponibilità a scala locale di ambienti idonei alla alimentazione e alla nidificazione (link): questo caso-studio rappresenta un esempio di 'upscaling' a partire dalle informazioni sulla disponibilità di habitat idonei a scala fine per comprendere la distribuzione di una specie alla scala regionale.

Il secondo affondo aveva invece come protagonista il fringuello alpino, specie d'alta quota fortemente minacciata dal cambiamento climatico. Il lavoro sinora svolto indica chiaramente come sia essenziale considerare congiuntamente i risultati forniti da modelli di distribuzione a scala ampia (link) e quelli delle analisi sull'habitat utilizzato dalla specie per cercare il proprio cibo in periodo di nidificazione (link). Un'ulteriore analisi condotta a una scala di 2 m ha mostrato come le caratteristiche del micro-habitat siano importanti ma non sufficienti per descrivere la foraging ecology della specie e valutare i possibili effetti dei cambiamenti climatici.

Le presentazioni degli altri relatori variavano dagli effetti della copertura nevosa sulla distribuzione locale di muschi e licheni nella regione artica, alle tecniche analitiche per modellizzare la struttura delle comunità biologiche. In definitiva, è stato un momento di confronto e aggiornamento sicuramente importante, dal quale è lecito attendersi un seguito significativo in termini di collaborazioni e avanzamenti sul piano metodologico e scientifico.

 

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